Specializzazione precoce nel calcio: moduli e sviluppo armonico

Specializzazione precoce nel calcio

ATTENDERE PREGO: LO SVILUPPO ARMONICO VIENE PRIMA DEI MODULI (Prima Parte)

La Prima parte del contributo di CalcioScouting sui tempi di apprendimento (ed insegnamento) dei modulo tattici e sul rischio legato alla specializzazione precoce nel calcio giovanile.

L’acquisizione e la stabilizzazione dei gesti tecnici rappresentano l’aspetto prioritario nella maturazione del giovane calciatore, in riferimento alla fascia di età che va dai 6 ai 12-14 anni. È pertanto su di essi che dovrebbe dirigersi l’attenzione dell’educatore/istruttore/allenatore (formatore) in questo specifico periodo evolutivo.

Tuttavia, assistiamo a situazioni in cui il “Mr di turno” propone in allenamento e in partita “esasperazioni” tattiche venendo meno a quei principi basilari che identificano proprio in questa fase “l’età dell’oro” per apprendere capacità coordinative e tecnica di base funzionali ad uno sviluppo psicofisico armonico del ragazzo.

Ma quali sono le motivazioni che spingono gli allenatori ad un simile comportamento? Cercheremo brevemente di soffermarci in questo primo contributo sul ruolo giocato dalla specializzazione precoce, per passare poi, in un prossimo articolo, sulla cultura del risultato.

 

VOGLIA DI MODULO: LA SPECIALIZZAZIONE PRECOCE

Una prima criticità è rintracciabile in una probabile penuria di tecnici qualificati all’interno delle Scuole Calcio e Settori Giovanili. È ormai noto che “affiancare ed educare” i giovani calciatori nel loro percorso di crescita, significa infatti sia “miscelare” qualità tecniche, tattiche, educative, psicologiche, relazionali, che rendersi disponibili ad un aggiornamento continuo. Con una competenza a 360º, il formatore può ottenere infatti risultati gratificanti sia per i ragazzi (essendo in grado di valutarne costantemente un’oggettiva evoluzione) che per la Società di appartenenza e per l’esperienza personale (autovalutazione).

In realtà ancora oggi troppi “super tecnici” calcano i campi di scuola calcio e settore giovanile improntando il loro agire sul “tatticismo esasperato” e sull’agonismo “all’ultimo stadio” essendo convinti assertori delle “specializzazioni precoci”, notoriamente incompatibili con l’allenamento prevalente di distinte tecniche fini (e quindi anche di specifiche parti del corpo) in fase evolutiva.

La risultante è la presenza di ragazzini di 12 anni “schiavi della tattica”, imprigionati in meccanismi di gioco nei quali “non si riconoscono” ed usati, calcisticamente parlando, solo per soddisfare il piacere del Mr (ma non formatore!).

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